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Per i bambini

“È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé.”
D. Winnicott

Durante il loro sviluppo, i bambini affrontano diverse sfide per diventare grandi. Dallo svezzamento ai primi passi, dal togliere il pannolino al dormire da soli, dall’ingresso a scuola all’arrivo di una sorellina o di un fratellino: ogni snodo evolutivo viene affrontato in modo unico e peculiare, perché ogni bambino e ogni famiglia sono un autentico e originale nucleo di crescita. 

Chi non ha mai sentito dire al proprio figlio “ho mal di pancia!”, magari proprio la mattina prima di andare a scuola, e magari proprio dopo una lunga vacanza passata tra le coccole e i giochi con mamma e papà…  Improvvisamente, però, può succedere che nostro figlio o nostra figlia non voglia più mangiare, o che si arrabbi per motivi apparentemente futili, che pianga in modo inconsolabile, che si faccia la pipì addosso o che si svegli tante volte durante la notte, che abbia paure mai espresse prima o che non voglia più studiare. Magari sono proprio le maestre a segnalare che vedono il nostro bambino diverso, più stanco, più irritabile. 

Questo accade perché per i bambini è più facile esprimere le emozioni attraverso i comportamenti che non con le parole: e così, non riuscendo a raccontare le proprie difficoltà emotive, queste si possono trasformare in ciò che definiamo sintomi. Il sintomo non è un nemico da sconfiggere, ma un segnale di avvertimento che va accolto e ascoltato. Ciononostante può spaventare, mettere in crisi.

Spesso le difficoltà di un bambino emergono in modo inaspettato, creando scompiglio in tutta la famiglia che cerca con i propri strumenti di gestire al meglio la situazione. 
Ma è vero che “crescendo tutto passa”? Spesso non è facile definire se il bambino stia vivendo una difficoltà momentanea o se stia esprimendo un disagio che richiede cura e attenzione specifiche. 

Un incontro con lo psicologo dell’età evolutiva può aiutare a definire proprio questo confine: bambino, genitori e professionista, insieme, possono giungere a una migliore comprensione delle difficoltà emerse, ripristinando i funzionali processi di crescita e prevenendo lo stabilizzarsi delle difficoltà stesse.

AREE DI INTERVENTO
Come psicoterapeuta nella fascia 0-12 anni mi occupo di:

  • Ansie, paure e fobie
  • Difficoltà di separazione (dai genitori o da altre figure di riferimento)
  • Disturbi o difficoltà del sonno
  • Disturbi dell’evacuazione (enuresi e/o encopresi)
  • Disturbi o difficoltà nell’area dell’alimentazione
  • Comportamenti aggressivi, scarso rispetto delle regole
  • Difficoltà a regolare/gestire le proprie emozioni
  • Difficoltà di attenzione e/o iperattività
  • Difficoltà di linguaggio
  • Difficoltà scolastiche e/o di apprendimento
  • Difficoltà relazionali, isolamento
  • Tic e balbuzie
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi del pensiero (paranoie, pensieri ossessivi)
  • Elaborazione del lutto
  • Disturbi post-traumatici


Per maggiori informazioni: